



Si stenta a credere alla quantità e varietà dei bottoni che nel tempo si sono creati, a seguire le varie tendenze e i capricci della moda.
Il bottone vanta origini antichissime, già l’uomo primitivo, per ripararsi dal freddo, utilizzava quanto aveva a disposizione, ossa, pietre, conchiglie, piccole corna, pezzetti di legno, per fermare in qualche modo le pelli di cui si copriva.
Fin dai tempi più antichi i bottoni sono stati realizzati in metallo o pietre preziose, come simbolo di potere e ricchezza, per impreziosire abiti e cappelli, anche a formare disegni elaborati.
Verso la fine del 1800, soprattutto nella corte di Francia, i bottoni raggiunsero dimensioni e complessità notevoli, come miniature, ritratti e cammei, con smalti e paesaggi: vere e proprie opere d’arte comparabili ai gioielli.
Bottoni realizzati in passamaneria, porcellana, madreperla, vetro, avorio, legno, corno, per poi passare al metallo, anche smaltato, e ai materiali acrilici, più economici e di facile produzione, per soddisfare le aumentate esigenze del mercato.
Restano comunque oggetti decorativi, a volte utilizzati solo a scopo ornamentale, grazie alla grande varietà di modelli, colori, forme e materiali disponibili ai giorni nostri.
In oltre 30 anni di attività, abbiamo “collezionato” centinaia di modelli originali, decorativi, inusuali, alcuni unici ed esclusivi, che sono a disposizione dei nostri clienti.
Vi invitiamo a scorrere le numerose proposte per personalizzare il vostro abbigliamento.

Chi di voi conosce i copribottoni? Pochi sicuramente.
Da secoli il cucito è stato annoverato tra le attività attribuita alle donne, uno tra i molti doveri domestici.
Infatti nelle famiglie mamme e nonne cucivano capi per tutta la famiglia, aggiustavano e adattavano i capi da padre in figlio, da fratello a fratello. Questa “arte” si tramandava da madre in figlia, come la cucina e il disbrigo delle faccende domestiche.
In tempi più recenti, quando le donne hanno cominciato a lavorare fuori casa, il cucito era limitato a sostituire i bottoni o rifare gli orli.
Oggi come oggi pochi amano praticare questa antica arte, o sono in grado di utilizzare ago e filo, e sono ancora meno coloro che si prendono la briga di cambiare tutti i bottoni per rinnovare un indumento.
Ecco quindi che i copribottoni, che non necessitano né di ago né di filo, possono essere un valido aiuto per personalizzare senza fatica un capo di abbigliamento, magari in occasioni speciali.
Questo accessorio è formato da un piccolo contenitore con coperchio, sagomato con una fessura nella quale si alloggia il filo, che si inserisce sotto al bottone e si richiudere a pressione, coprendo il bottone e lasciando a vista la decorazione.
Si applicano quanto il bottone è già allacciato, inserito nell’asola, e si tolgono prima di slacciarlo: quindi non devono subire lavaggi e asciugature che potrebbero danneggiarli, possono essere di misura maggiore dell’asola e possono essere trasferiti da un capo all’altro a piacere.
I copribottoni sono una valida alternativa ai gemelli da polso, per camicie con polsino “normale”, con asola e bottone, per occasioni speciali, oppure coprire il primo bottone al colletto, in assenza della cravatta.
Per le donne invece sono ideali i modelli più elaborati, decorativi come spille, per giacche, cardigan, camicie e chemisier: praticamente possono essere utilizzati su tutti i capi allacciati con bottoni.
Possiamo personalizzare con questi pratici accessori anche le divise e i capi da lavoro, come ad esempio per beauty farm, parrucchieri ed estetisti, tolti i quali, possiamo lavarli come necessario, ad alte temperature o addirittura candeggiarli.

Gli alamari hanno storia antica, utilizzati sia come chiusura che decorazione per divise militari già nel 1700.
Realizzati con strisce di pelle, tessuto, cordoncino, oppure in metallo, una parte chiusa a cappio a formare un occhiello, attraverso il quale può passare un bottone, un nodo, un cornetto o un olivetta in legno.
I più comuni, e i più conosciuti, sono in passamaneria, formati da due parti uguali con asola e nodino, molto decorativi, colorati e leggerissimi, realizzati a mano e utilizzati prevalentemente per abiti. Per capi spalla, come giacche e cappotti, sono utilizzati invece alamari in pelle con olivetta in legno o cornetto in resina o in vero corno.

Per capi spalla importanti, realizzati in tessuti di lana o feltro, come mantelli, cappe e tabarri, sono perfetti gli alamari in metallo, in finitura dorata o argentata, disponibili in vari modelli, tutti originali e realizzati a mano, con diversi tipi di chiusura.

Gli alamari in metallo si prestano ad essere decorati con vari soggetti, storici o mitologici. La fa da padrone il leone ruggente, simbolo di forza e coraggio, ma anche della Serenissima Repubblica di Venezia, che per ben 1100 anni fu una delle maggiori potenze commerciali e navali in Europa. Ma troviamo anche soggetti come Medusa e il Cavallo Alato, il rosone, motivo decorativo presente su molti palazzi del nostro grandioso patrimonio architettonico, oppure forme geometriche e soggetti moderni.

Le cinque R per un mondo migliore e un futuro più roseo: riduzione, raccolta, riuso, riciclo e recupero.
Tutti noi possiamo contribuire, nel nostro piccolo, a ridurre gli sprechi, essere diligenti nella raccolta differenziata, riutilizzare quanto possibile, ma anche riciclare materiali e oggetti, anche articoli di merceria (un bel bottone può durare in eterno!) recuperare e dare nuova vita a accessori e indumenti dimenticati.
Dopo anni, almeno un decennio, in cui abbiamo preferito sostituire anziché riparare o adattare, elettrodomestici, oggetti e abbigliamento, è giunto il momento di fermarci a considerare l’improrogabile necessità di invertire questa tendenza.
Gli indumenti, ad esempio, preferiti per il basso costo, di importazione dai paesi in via di sviluppo (o meglio da popolazioni fruttate!) e in fretta eliminati e sostituiti con altri di poco valore e ancor meno resa estetica e funzionale!
E’ giunta l’ora di preferire il “made in ITALY”, non solo per agevolare la ripartenza dopo la pandemia, ma anche per evitare l’inquinamento di lunghi trasporti, l’incognita di materiali dannosi non certificati, lo sfruttamento del lavoro femminile e minorile.
Proviamo a considerare i nostri capi di abbigliamento, magari utilizzati per una cerimonia, un evento particolare, e poi dimenticati in soffitta o in fondo all’armadio.

Proviamo a guardarli con occhi nuovi, consapevoli, e certamente potremo considerare una modifica, anche minima, che permetterà di indossarlo anche in ufficio o nel tempo libero.
Modifiche quali una cintura, bottoni diversi, oppure aggiungere qualche centimetro con bordure e passamaneria!
E ancora, capi che ci sembrano anonimi e superati, non più di tendenza, ma che con una decorazione in perle o strass, bottoni gioiello, fibbie smaltate o collane artigianali, ritrovano nuova vita!
Interventi che hanno un valore aggiunto: la soddisfazione di aver realizzato in prima persona la trasformazione, che sarà unica e personale!





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